Copertine offensive

La copertina della nuova edizione del romanzo “La Campana di vetro” di Sylvia Plath scatena le discussioni sui blog.

Girando un po’ per il web mi sono imbattuta in un articolo che apre diversi scenari e che mi piacerebbe condividere con voi.

L’articolo risale a gennaio di quest’anno della blogger editrice  Zoe Triska dove prende di mira alcune copertine di libri ritenute offensive. Sotto accusa da parte della blogger si trovava la cover della nuova edizione di “La Campana di vetro” di Sylvia Plath, ristampato per il cinquantesimo anniversario della sua prima pubblicazione.  Il motivo che ha suscitato tale sdegno nella Triska è l’insulto della copertina nei confronti dell’universo femminile, ritenendo l’immagine banale, stereotipata e dannosa.

"La Campana di vetro” di Sylvia Plath

“La Campana di vetro” di Sylvia Plath

Il libro della Plath racconta la storia semi-autobiografica di una ragazza depressa che tenta più volte il suicidio. Per il riadattamento della copertina si vede una ragazza intenta a rifarsi il trucco d’avanti allo specchio.

A Zoe Triska proprio non va giù e cita numerosi altri esempi di copertine deturpante,  ma soprattutto colpevoli di promuovere un modello di femminilità sfrivola e superficiale, calpestando in questo modo anche la memoria dei classici. Ormai siamo abituati ai dibattiti sullo sfruttamento dell’immagine del corpo femminile per scopi di marketing, ma restando in tema, si può dire che copertine di questo genere sono da boicottare, ma non soltanto per difendere le ormai sfruttate curve femminili, ma perché sono brutte e scontate.

Una copertina banale, come quelle di cui si è parlato, rimanda alla ripetitività, alla serialità dell’industria editoriale, dove non ci si preoccupa nemmeno più di mascherare l’intento di una vendita proficue e selvaggia.

Per concludere vorrei riportare la citazione di Giulio Einaudi tratta da “Frammenti di Memoria” che ritengo azzeccata all’argomento e d’effetto, così da dare al mio posto un che d intellettuale che non guasta mai:

“La forma esterna del libro deve essere in sintonia col contenuto, deve essere un richiamo all’intelligenza del lettore.”

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