Chip Kidd: Primi passi

Ecco qui il primo post dell’anno e spero che abbiate concluso in bellezza il 2012…

Ma iniziamo il 2013 percorrendo la vita di Chip Kidd e incominciamo a parlare dei suoi primi passi nel mondo del graphic design e le sue prime opere.

In parte, Kidd, deve il suo successo anche ad un altro designer di grande successo da qui ha tratto gli insegnamenti che deterrano in futuro il suo stile, Carol Devine Crson. Sotto la sua guida, Kidd ha incominciato a fare entrare nel sul vocabolario visivo la passione per la fotografia. Una passione, questa, privata della Carson da cui Kidd è riuscito a trarne ispirazione e a definire così il suo approccio creativo per le copertine dei libri. Involontariamente, la Carson, inciampa in una nuova idea: illustrare immagini con la fotografia invece di usare illustrazioni. Questa fu una profonda trasformazione per il mondo del book design, abbracciata anche dai professionisti dell’ambiente e che coinvolse anche lo stesso Kidd. Diversamente dalle copertine illustrate, che trasmettono la sensazione al lettore che il libro appartenga a un regno fantastico, le immagini danno l’impressione che la storia narri di eventi non artefatti e dona al libro un senso di contemporaneità. Mentre l’illustrazione è intenzionalmente costruita per illuminare specifiche parti del testo, l’arte fotografica contiene degli elementi di serendipità che lascia l’immagine aperta all’interpretazione.

Prima di scoprire il modo della fotografia e imparare dalla maestria della Carson, il lavoro di Kidd gravitava verso una soluzione più tipografica. e nel 1989, disegnò la prima cover, “Geek Love” di Katherine Dunn. Anche se la cover di un colore arancione vivo ha avuto un effetto impattante sul pubblico e risulta essere un esercizio rigoroso di tipografia, non si può ancora affermare che sia stato un lavoro pionieristico nella cosiddetta rivoluzione nell’arte americana nel settore del book packaging, e che lo stesso Kidd ha contribuito a creare. Kidd ha creato altre copertine, anche se non sono le sue più interessanti, usando solo i tipi come per esempio quella di William Boyd “Brazzaville Beach” (1994), Martin Amis “London Fields” (1991), Michael CrichtonDisclouser” (1994) e Michael Lewis “The New New Thing” (1999).

Geek Love Katherine Dunn 1991-New York

Geek LoveKatherine Dunn
1991-New York

The New New Thing  Michael Lewis 1999 New York,

The New New Thing
Michael Lewis
1999 New York,

Il suo approccio tipografico si potrebbe definire quasi concettuale, Kidd sceglie caratteri che evocano lo stato d’animo, lo stile o la sottocultura del genere letterario che cerca di evidenziare.  La relazione tra il formato, la spaziatura e lo spessore dei caratteri sulla pagina sono per Kidd vittime della superficie piatta del libro, ma una volta superata la soluzione tipografica dei primi lavori, Chip Kidd riesce a donare alla copertina una dimensione tridimensionale, a estrapolare la personalità dello scrittore ed imprimerla in una sola immagine.

 Oggi, affidare la propria cover alla rock star del design, implica l’uso di un’immagine fotografica, diventato ormai il suo biglietto da visita, che definisce la sua visione unica ed il suo talento naturale per trasformare tutto ciò su cui lavora in successo mediatico.

Kidd riesce ad allungare la visuale dei confini tra le parole e le immagini visive e sceglie delle figure che al primo colpo d’occhio risultano illogiche.

Ne sono un chiaro esempio le copertine del libri di David Schilds “A Handbook for Drawing” (1991) che mostra un’immagine di una figura umana capovolta o del romanzo di James Ellory “Withe Jazz” (1992), che raffigura una portiera di una macchina della polizia crivellata di colpi di proiettile, o la cover creata per McCarthy “The Crossing” (1994), con una fotografia di teschi di cavalli di color seppia.

The Crossing Cormac MaCarthy Fotografia – Melanie Acevedo 1994 New York

The Crossing
Cormac MaCarthy
Fotografia – Melanie Acevedo
1994 New York

White Jazz James Ellory Fotografia– Robert Morrow 1992 New York,

White Jazz
James Ellory
Fotografia– Robert Morrow
1992 New York,

Queste cover, come molte altre, sono esempi del genio creativo ed eversivo di Kidd. Il titolo è lontano dall’immagine della copertina e per fare ciò, Kidd mette sotto pressione i lettori, lui chiede al pubblico di cercare il collegamento sottile che intercorre tra ciò che si legge e ciò che si vede, investendo così questo processo, arduo da controllare, di senso comunicativo tra l’autore e il lettore. Questa deliberata mancanza di definizioni dei significati è la testimonianza che le aspettative di un pubblico, ormai abituato alle peculiarità proposte dalle avanguardie, sia sempre maggiore e forse può spiegare perché la fotografia, a differenza dell’illustrazione, attrae con maggior forza un pubblico contemporaneo