Copertine offensive

La copertina della nuova edizione del romanzo “La Campana di vetro” di Sylvia Plath scatena le discussioni sui blog.

Girando un po’ per il web mi sono imbattuta in un articolo che apre diversi scenari e che mi piacerebbe condividere con voi.

L’articolo risale a gennaio di quest’anno della blogger editrice  Zoe Triska dove prende di mira alcune copertine di libri ritenute offensive. Sotto accusa da parte della blogger si trovava la cover della nuova edizione di “La Campana di vetro” di Sylvia Plath, ristampato per il cinquantesimo anniversario della sua prima pubblicazione.  Il motivo che ha suscitato tale sdegno nella Triska è l’insulto della copertina nei confronti dell’universo femminile, ritenendo l’immagine banale, stereotipata e dannosa.

"La Campana di vetro” di Sylvia Plath

“La Campana di vetro” di Sylvia Plath

Il libro della Plath racconta la storia semi-autobiografica di una ragazza depressa che tenta più volte il suicidio. Per il riadattamento della copertina si vede una ragazza intenta a rifarsi il trucco d’avanti allo specchio.

A Zoe Triska proprio non va giù e cita numerosi altri esempi di copertine deturpante,  ma soprattutto colpevoli di promuovere un modello di femminilità sfrivola e superficiale, calpestando in questo modo anche la memoria dei classici. Ormai siamo abituati ai dibattiti sullo sfruttamento dell’immagine del corpo femminile per scopi di marketing, ma restando in tema, si può dire che copertine di questo genere sono da boicottare, ma non soltanto per difendere le ormai sfruttate curve femminili, ma perché sono brutte e scontate.

Una copertina banale, come quelle di cui si è parlato, rimanda alla ripetitività, alla serialità dell’industria editoriale, dove non ci si preoccupa nemmeno più di mascherare l’intento di una vendita proficue e selvaggia.

Per concludere vorrei riportare la citazione di Giulio Einaudi tratta da “Frammenti di Memoria” che ritengo azzeccata all’argomento e d’effetto, così da dare al mio posto un che d intellettuale che non guasta mai:

“La forma esterna del libro deve essere in sintonia col contenuto, deve essere un richiamo all’intelligenza del lettore.”

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Copertine Scansafatiche

Denominate anche  “Copertine Scansafatiche” per l’uso di opere d’arte già conosciute. Ogni anno vengono presentate le stesse opere famose utilizzate per il design per  le copertine dei libri e spesso le ritroviamo più volte proposte su diverse cover book .

A volte quando entriamo in libreria, fermandoci a guardare gli scaffali, ci accorgiamo che alcune delle copertine dei libri esposti ci ricorda qualche altra opera famosa . Non è inusuale che un designer, anche affermato,  ricorra all’uso di opere famose per attrare il lettore. Strategia di Marketing o Scorciatoia?

Il nostro occhio viene attirato da qualcosa che ci è già famigliare  e usare una copertina che raffiguri qualcosa che ci è già noto, come per esempio un opera di Monet,  ci fa subito individuare il libro in mezzo a centinaia di altri libri .

Ma le “copertine cansafatiche”  non solo usano un opera già nota per il design della cover, ma a volte le ritroviamo su altre copertini di libri e  casi di similarità sono frequenti, ad esempio lo stesso Dick Tracy di Andy Warhol utilizzato per “Perché siamo in guerra?” di Norman Mailer (1) si trova anche sulla copertina di “Apocalittici e integrati” di Umberto Eco . Altri esempi sono il romanzo di Elsa Morante “Racconti dimenticati”(2) pubblicato nel 2002 dove la copertina raffigura il dipinto  di Eugenio Viti “Libro Bianco”  del 1929, usato per la copertina del libro di Stefano Zecchi “Fedeltà” uscito nelle nostre librerie nel 2001. Ma i casi di “scopiazzatura” possono arrivare anche d’oltre oceano come dimostra il romanzo di David Gilbert “I Normali, Professione Cavia” (3)  e uguale al design di “Orti di Guerra” di Edoardo Albinati pubblicati nello stesso anno.

E voi conoscete cover di libri simili fra di loro?

“Perché siamo in guerra?” di Norman Mailer e “Apocalittici e integrati” di Umberto Eco

(1)
“Perché siamo in guerra?” di Norman Mailer e “Apocalittici e integrati” di Umberto Eco

(3)
David Gilbert “I Normali, Professione Cavia” e “Orti di Guerra” di Edoardo Albinati

(2)
Elsa Morante “Racconti dimenticati” e “Fedeltà” di Stefano Zecchi

Chip Kidd: Primi passi

Ecco qui il primo post dell’anno e spero che abbiate concluso in bellezza il 2012…

Ma iniziamo il 2013 percorrendo la vita di Chip Kidd e incominciamo a parlare dei suoi primi passi nel mondo del graphic design e le sue prime opere.

In parte, Kidd, deve il suo successo anche ad un altro designer di grande successo da qui ha tratto gli insegnamenti che deterrano in futuro il suo stile, Carol Devine Crson. Sotto la sua guida, Kidd ha incominciato a fare entrare nel sul vocabolario visivo la passione per la fotografia. Una passione, questa, privata della Carson da cui Kidd è riuscito a trarne ispirazione e a definire così il suo approccio creativo per le copertine dei libri. Involontariamente, la Carson, inciampa in una nuova idea: illustrare immagini con la fotografia invece di usare illustrazioni. Questa fu una profonda trasformazione per il mondo del book design, abbracciata anche dai professionisti dell’ambiente e che coinvolse anche lo stesso Kidd. Diversamente dalle copertine illustrate, che trasmettono la sensazione al lettore che il libro appartenga a un regno fantastico, le immagini danno l’impressione che la storia narri di eventi non artefatti e dona al libro un senso di contemporaneità. Mentre l’illustrazione è intenzionalmente costruita per illuminare specifiche parti del testo, l’arte fotografica contiene degli elementi di serendipità che lascia l’immagine aperta all’interpretazione.

Prima di scoprire il modo della fotografia e imparare dalla maestria della Carson, il lavoro di Kidd gravitava verso una soluzione più tipografica. e nel 1989, disegnò la prima cover, “Geek Love” di Katherine Dunn. Anche se la cover di un colore arancione vivo ha avuto un effetto impattante sul pubblico e risulta essere un esercizio rigoroso di tipografia, non si può ancora affermare che sia stato un lavoro pionieristico nella cosiddetta rivoluzione nell’arte americana nel settore del book packaging, e che lo stesso Kidd ha contribuito a creare. Kidd ha creato altre copertine, anche se non sono le sue più interessanti, usando solo i tipi come per esempio quella di William Boyd “Brazzaville Beach” (1994), Martin Amis “London Fields” (1991), Michael CrichtonDisclouser” (1994) e Michael Lewis “The New New Thing” (1999).

Geek Love Katherine Dunn 1991-New York

Geek LoveKatherine Dunn
1991-New York

The New New Thing  Michael Lewis 1999 New York,

The New New Thing
Michael Lewis
1999 New York,

Il suo approccio tipografico si potrebbe definire quasi concettuale, Kidd sceglie caratteri che evocano lo stato d’animo, lo stile o la sottocultura del genere letterario che cerca di evidenziare.  La relazione tra il formato, la spaziatura e lo spessore dei caratteri sulla pagina sono per Kidd vittime della superficie piatta del libro, ma una volta superata la soluzione tipografica dei primi lavori, Chip Kidd riesce a donare alla copertina una dimensione tridimensionale, a estrapolare la personalità dello scrittore ed imprimerla in una sola immagine.

 Oggi, affidare la propria cover alla rock star del design, implica l’uso di un’immagine fotografica, diventato ormai il suo biglietto da visita, che definisce la sua visione unica ed il suo talento naturale per trasformare tutto ciò su cui lavora in successo mediatico.

Kidd riesce ad allungare la visuale dei confini tra le parole e le immagini visive e sceglie delle figure che al primo colpo d’occhio risultano illogiche.

Ne sono un chiaro esempio le copertine del libri di David Schilds “A Handbook for Drawing” (1991) che mostra un’immagine di una figura umana capovolta o del romanzo di James Ellory “Withe Jazz” (1992), che raffigura una portiera di una macchina della polizia crivellata di colpi di proiettile, o la cover creata per McCarthy “The Crossing” (1994), con una fotografia di teschi di cavalli di color seppia.

The Crossing Cormac MaCarthy Fotografia – Melanie Acevedo 1994 New York

The Crossing
Cormac MaCarthy
Fotografia – Melanie Acevedo
1994 New York

White Jazz James Ellory Fotografia– Robert Morrow 1992 New York,

White Jazz
James Ellory
Fotografia– Robert Morrow
1992 New York,

Queste cover, come molte altre, sono esempi del genio creativo ed eversivo di Kidd. Il titolo è lontano dall’immagine della copertina e per fare ciò, Kidd mette sotto pressione i lettori, lui chiede al pubblico di cercare il collegamento sottile che intercorre tra ciò che si legge e ciò che si vede, investendo così questo processo, arduo da controllare, di senso comunicativo tra l’autore e il lettore. Questa deliberata mancanza di definizioni dei significati è la testimonianza che le aspettative di un pubblico, ormai abituato alle peculiarità proposte dalle avanguardie, sia sempre maggiore e forse può spiegare perché la fotografia, a differenza dell’illustrazione, attrae con maggior forza un pubblico contemporaneo

Chip Kidd, la Biografia

Le feste natalizie mi hanno tenuta un po’ lontano dal blog,  ma oggi si torna dal letargo natalizio per parlarvi del mio cover book designer preferito, un’ artista, che è stato definito dal quotidiano “USA Today” , come il personaggio più vicino a una star di musica rock nell’ambiente del graphic design odierno e che da oltre vent’anni influenza il design delle copertine, soprattutto per quanto riguarda il mercato statunitense, Chip Kidd.

Chip Kidd

Chip Kidd

In questo articolo però vorrei parlarvi principalmente della sua vita in modo da capire  fino in fondo i suoi lavori e il suo modo di concepire la superficie del libro.

Chip Kidd è un grafico, autore e redattore americano conosciuto particolarmente per le sue creazioni innovative di copertine di libri, ma non solo, infatti il suo nome è noto anche nel mondo della musica, avendo lavorato anche per alcune copertine di importanti gruppi musicali e anche per essere un discreto cantante e musicista, ma soprattutto è riconosciuto per il suo contributo nel mondo dei comic book. Oggi Kidd è considerato uno dei designer di copertine dei libri più influenti per quanto riguarda il lavoro di graphic design del mercato statunitense, ma, come confessa in molte interviste e nel sul ultimo libro di raccolta di tutte le sue opere “Book One, Work:1986-2006” non ha sempre voluto fare il “book designer” .

Ma veniamo ora alla sua vita;  Chip Kidd nasce il 12 settembre del 1964 nella cittadina di Reading in Pennsylvania, crescendo immerso nella cultura popolare americana del sobborgo di Shillinghotn nel sud-est del paese. All’età di due anni, Kidd, era già un accanito fan di Batman, passione che perdura e influenza i suoi lavori tutt’oggi. Nel periodo del college, gli interesse di Kidd spaziavano dalla musica all’arte e si appassionava a tutto ciò che riguardava il mondo della televisione e dell’intrattenimento, tanto che, verso la fine del college entrò a far parte del gruppo “Wilson High TV crew”. Quest’ultima fu una vera rivelazione, si trattava di uno studio televisivo composto interamente da studenti pienamente operativo all’interno della scuola che copriva eventi sportivi ed extrascolastici. Fu proprio in questo studio televisivo, che Kidd portò a termine i suoi primi lavori come graphic design, creando il titolo, logo e altre opere ausiliare per i vari temi dello spettacolo. Grazie a questi suoi primi lavori da grafico in erba fu accettato alla Penn State, una delle più grande università della Pennsylvania, dove frequentò un corso di base di Graphic Design. All’età di 22 anni gli fu offerto un lavoro alla Alfred A. Knopf come giovane assistente di Sara Eisenman, art director, sostituita successivamente da Carol Carson. Nel 2002, Kidd, ha raggiunto i 16 anni di lavoro alla Knopf. I progetti su cui lavorare non gli furono assegnati solamente dalla casa editrice Knopf, ma anche da un largo range di clienti. In America non é inusuale per i graphic designer che lavorano alle copertine dei libri, notoriamente sotto pagati, condurre una vita professionale da freelance e grazie a questa scappatoia, Kidd, lavorò alla sua scrivana della Knopf anche per altri grandi colossi dell’editoria, ma in cambio di queste concessioni, Kidd, servì come editor-at-large alla Pantheon, un marchio facente parte  sempre del gruppo Knopf, dove supervisionava le creazioni delle graphic novel, le opere di narrative illustrate degli artisti del fumetto e dei recenti progetti di edizioni di pregio.

In questi 20 anni di carriera, Chip Kidd ha tradotto in arte grafica la sua visione di concepire le cover dei libri per alcuni degli scrittori più letti negli ultimi anni, come Mark Beyer, scrittore del romanzo “Trains of the Past” (2002), Bret Easton Ellis, Cromac McCarthy, Donna Tratt, John Updike, il quale ha recentemente pubblicato il romanzo “Terrorista” (2011), Alex Ross e Charles Schulz, noti fumettisti e illustratori americani, e molti altri, ma sicuramente una delle copertine il cui design ha avuto un successo così trascinante ed energico da essere stato adottato anche per la campagna marketing della versione cinematografica del libro, è stato quella per il romanzo “Jurassic Park” di Michael Critchon.

Copertine di Qualità

Siamo tutti d’accordo sul fatto che la copertina di un libro sia suo biglietto da visita, in particolare quando sono stati scritti da autori nuovi o meno noti. Prima di convincere lo spettatore a girare il libro e leggere il trafiletto sul retro, oppure fare clic sul link per maggiori informazioni, la copetina deve essere abbastanza allettante  per incuriosire il lettore. Questo è un dato di fatto, ed è per questo che una cover dal design professionale è assolutamente cruciale per la popolarità e la vendita di ogni libro. Ogni elemento di una buona cover fornisce informazioni fondamentali per un potenziale lettore, che influenza in ultima analisi, la loro decisione di lettura. Quindi, cos’è che rende una copertura di qualità? Ci sono 5 aspetti chiave per la creazione di una copertura che crea interesse, fornisce informazioni, sembra allettante e vende in ultima analisi – Tone, pertinenza, attrazioni, interesse e leggibilità.

Tone

Probabilmente l’elemento più importante della cover di un ilbro è il tono. Il tono è la sensazione che il lettore ottiene con una rapida occhiata alla copertina. Prima di leggere il titolo o il prestare attenzione all’impatto visivo, il tono deve catturare la loro attenzione. Il tono indica allo spettatore se si tratta di un thriller supense, una commedia o un romanzo di fantascienza fantasy. In una frazione di secondo ha trasportato il tema del libro. Il tono è impostato attraverso le sfumature e tonalità utilizzate, le dimensioni e lo stile del carattere, e l’uso di immagini contro spazio nella disposizione coperchio. Un layout semplice contro un complesso sistema trasmette un messaggio per lo spettatore.

"Il Cerchio del Lupo" di M. Connelly- Libro thriller

“Il Cerchio del Lupo” di M. Connelly- Libro thriller

"Mondo Emerso" di Licia Torisi- Libro Fantasy

“Mondo Emerso” di Licia Torisi- Libro Fantasy

Pertinenza

 La cover dovrebbe essere pertinente ai contenuti del libro e le immagini devono essere pertinenti al titolo. Se il romanzo è costituito da uno stupratore seriale e la sua cattura finale, la copertina non dovrebbe avere le piramidi d’Egitto. Ci sono molti modi per creare la pertinenza in un involucro, senza dover effettuare il collegamento troppo evidente. Rilevanza possono essere creati attraverso le emozioni (paura, l’amore, il mistero), punti (Egitto, Foresta, Luna), Personaggi (Hero, Villian, Coppia), strumenti chiave (coltello, pistola, fiori), ecc. Un buon coverbook designer dovrebbe attenersi al contentuto del romanzo, ma  senza svelare la storia.

"Harry Potter e l'ordine della finice" di J.K. Rowling

“Harry Potter e l’ordine della finice” di J.K. Rowling

Attrzione

Libri non si aprono. L’obiettivo finale di una cover è quello di  invogliare un potenziale lettore  ad aprire un romanzo o scaricare un ebook . E questo significa che la cover ha bisogno di essere studiata e proggettata con attenzione. Spesso molti auto-editori, nel tentativo  di contenere i costi, del self-publishing  dello scrittori, creano spesso le proprie copertine o cercano di assodare  deisgner improvvisati. Tuttavia, questo può spesso portare a una cover di scarsa qualità, che può gravemente limitare le vendite.

"These Granite Islands" di  Sarah Stonich-copertina ben fatta

“These Granite Islands” di Sarah Stonich-copertina ben fatta

"She's on the money" di Stephani Feagan-cattivo esmepio di design

“She’s on the money” di Stephani Feagan-cattivo esmepio di design

Interesse

Considereare a quale target ci si rivolge è una elemnto da tenere in considerazione ed è molto importante per il successo di qualsiasi copertina. Ma cos’è che rende interessante una copertina? Solitaamente ciò che è insolito o straordinario ci  aiuta a distinguere le cover dalle migliaia di altre  che competono per l’attenzione del lettore. Sia che si tratti dell’immagine, del layout o della scelta del carattere, ogni copertina ha bisogno di un elemento unico che crea interesse.

"Tattoo Artist" di Jill Ciment

“Tattoo Artist” di Jill Ciment

Leggibilità

Questo è un altro requisito apparentemente ovvio che viene spesso trascurato, in particolare quando si tratta delle copertine di ebook. Il titolo (cosa più importante) e il nome dell’autore (meno importante) deve essere leggibile. Con milioni di lettori,soprrattutto adesso con gli acquisti on-line, le miniature delle copertine dei libri di solito sono solo pochi pixel di larghezza, e quindi è necessario un carattere leggibile. La scelta del carattere consente spesso una copertura altrimenti ragionevole verso il basso. Se il lettore non può  vedere il vostro titolo in mezzo a centinaia , il  libro è messo in ombra da altre copertine più accattivanti.

"Voces Bajo la Carpa" di Raúl Castillo Soto,

“Voces Bajo la Carpa” di Raúl Castillo Soto,

The Magapie Method

Oggi vorrei parlarvi di una tecnica utilizzata spesso nel COVER BOOK DESIGN, il magapie method (non esiste una traduzione in italiano).

Il magapie method  si ricollega alla teoria della comunicazione della psicologa americana Brenda Dervin, la quale crede che l’essere umano decodifichi le immagini continuamente, raccolga frammenti di informazioni da ciò che osserva e che organizzi le immagini in un costrutto nella propria mente. A volte guardare una copertina di un libro è come guardare la televisione senza audio, andare in palestra, essere in un bar o guardare le notizie sul monitor, ma non essere capaci di udire niente.  Noi prendiamo in prestito, rubiamo con l’occhio, scegliamo, ci facciamo ingannare dalle immagini e costruiamo qualcosa di nuovo al di fuori di ciò della realtà che osserviamo.

Cerchiamo di capire  in che cosa consista questo metodo grafico attraverso uno dei maggior esponenti di questa tecnica Alvin Lustig. Lustig era un designer, grafico e tipografo americano che raggiunse l’apice della sua carriera tra gli anni ’40 e ’50. Egli frammentava la storia del romanzo e la imprimeva sulla cover, demolendo le figure in un puzzle verbale e visivo. Il megapie method consiste proprio in questo, cioè formare una storia attraverso l’accostamento di immagine singole fino a comporne una intera con un senso unico.  In questo modo le copertine di Lustig risultavano un piacevole patchwork. Questa tecnica ha un grande impatto visivo e proprio per questo non è mai stata abbandonata del tutto e negli anni è sempre stata riproposta da vari designer sulle copertine dei libri.

Tipico collage modernista di Alvin Lustig, un designer degli anni ’40 per la  “New Directions Inc.” Questa copertina è stata creata per Garcia Lorca, New York Publisher.

Tipico collage modernista di Alvin Lustig, un designer degli anni ’40 per la “New Directions Inc.” Questa copertina è stata creata per Garcia Lorca, New York Publisher.

“The Abomination”

"The Abomination" di Paul Golding

“The Abomination” di Paul Golding

 Oggi vorrei farvi vedere una della mie copertine preferite, il romanzo di Paul Golding “The Abomination”. Nella pubblicazione italiana il titolo cambia quasi radicalmente dalla versione americana, “L’incredibile Variante dell’amore”, ma secondo me, un titolo del genere  svilisce la creazione di Golding e la fa apparire come uno di quei tanti romanzetti rosa che parlano di un amore giovanile travagliato. E il design della copertina della versione italiana non aiuta di certo, con quell’angioletto stile cupido barocco.

La storia parla di un ragazzo che nell’età adolescenziale si scopre essere attratto dal suo stesso sesso e da lì incomincia un percorso travagliato verso la scoperta del sul nuovo “io”. Santiago Moore Zamora , il protagonista, vive  i suoi primi anni nella spensierata ricchezza in Spagna, con  una madre bellissima ma distante e un padre austero. Dopo l’infanzia viene mandato dai suoi genitore in un collegio inglese dove si intrecciano solitudine e  sensualità  e dove due amori proibiti danno alla vita di Santiago un’altra direzione.

La copertina della versione americana disegnata e  ideata dal genio creativo del designer americano Chip Kidd, di qui parleremo più avanti, attrare il

"L'indicibile Variante dell'Amore" di Paul Golding

“L’indicibile Variante dell’Amore” di Paul Golding

lettore con sagacia e astuzia. Quel peluche, simbolo dell’infanzia e dell’ingenuità, viene rovesciato sembra quasi voler sottolineare un’infanzia perduta del protagonista. La copertina di Kidd è semplice e pulita e anche il font usato sia per il titolo che per il nome dell’autore è lineare e poco pretenzioso, proprio per lasciare spazio all’immagine molto suggestiva. Il coniglio di pezza lascia intravedere un lato oscuro del personaggio, qualcosa che non deve essere svelato.

Questa cover, a parer mio è capace di creare tensione e curiosità e inoltre è considerata uno dei migliori lavori di Chip Kidd.

                                                                          E voi cosa ne pensate?

12.12.12

Oggi è il giorno 12 del dodicesimo mese del 2012, e quale periodo migliore per non pubblicare qualche libro sulla fine del mondo o sulla profezia dei Maya?

in questo caso commentare le cover di questi libri è un compito abbastanza semplice, e anche se non si è designer apprezzati  a livello internazionale, sicuramente non si dovrebbe avere grosse difficoltà a progettare una copertina efficace sulla fine del mondo.  Non bisogna  nemmeno avere grandi doti creative, basta seguire due o tre regole fondamentali. Quindi  la ricetta per progettare la copertina perfetta per la fine della nostra era è:

obbligatorio inserire la data 2012 in qualche parte della copertina

disegnare una porzione del globo visto dallo spazio

un meteorite che si  avvicina alla terra

oppure riportare una piramide o un medaglione Maya

una luce che avvolge la terra

Seguite queste regole e mischiate gli ingredienti a vostro piacimento ed ecco a voi la copertina perfetta per la catastrofe!

Ma senza spendere altre parole ecco a voi alcunei esempi delle copertine della fine della nostra era!

" 2012 Il Miracolo" di Kaoru Nakamaru

” 2012 Il Miracolo” di Kaoru Nakamaru

"I Maya e il 2012" di Sabrina Mugnos

“I Maya e il 2012” di Sabrina Mugnos

"101 Storie Maya che Dovresti Conoscere Prima della Fine del Mondo" di Vincenzo Reda

“101 Storie Maya che Dovresti Conoscere Prima della Fine del Mondo” di Vincenzo Reda

Doedemee-100 book covers per l’elettricità

L’ambiente del COVER BOOK DESIGN,

è un mondo ancora tutto da scoprire, soprattutto qui in Italia. Ma gli eventi e iniziative nel resto del mondo non mancano. Qualche mese fa, per la precisione il 29 settembre, Tom Haentjens, un’artista belga di cui sa poco sul suo conto, ha riunito 100 artisti provenienti da 28 paesi che hanno collaborato al progetto “Doedemee to help raise awareness of illiteracy in Africa”. Questi designer avevano il compito di ridisegnare le cover dei 100 libri più letti nell’ultimo secolo. Un compito tutt’altro che semplice! Infatti ridisegnare una cover di un best-seller del passato è sempre una sfida per il designer, che con una scelta grafica ‘azzeccata’, può riaccendere l’interesse dei lettori per quel libro o per quel determinato autore. Il sito ufficiale della manifestazione, per chi volesse approfondire l’argomento o per chi è incuriosito, è “ http://www.guardian.co.uk/books/gallery/2012/sep/29/new-book-cover-designs-doedemee ”, ma, per intanto, prenderei esempio uno dei romanzi della lista di cui tutti hanno sentito nominare e sanno a grandi linee la storia, “Lo strano caso Dr. Jekyll e Mr. Hyde” di Robert Louis Stevenson. E’ un romanzo psicologico racconta la storia di un medico che facendo degli studi sulla psiche umana, capisce che ogni individuo possiede una doppia natura, come due personalità contrapposte, una buona e una cattiva.

Sandra Monat, "Herzensart"

Sandra Monat, “Herzensart”

Da quel momento in poi il suo unico scopo diventa quello di creare una sostanza con delle proprietà particolari che siano in grado di riportare alla luce l’identità nascosta di ogni uomo. Dopo vari tentativi riesce nella sua impresa e bevendo la pozione vengono fuori le due personalità contrastanti.

In questo caso la copertina della libro è stata reinventata dall’artista germanica Sandra Monat. Prima di analizzare la cover spendiamo su questa designer. Sandra Monat ha lanciato nel 2005 il suo marchio chiamato “Herzensart” dove realizzava giocattoli fatti a mano, illustrazioni artistiche d’arredo e taglio di carta. I suoi lavori sono spesso ispirati alla storia e alla mitologia. Uno dei  tratti distintivi della Monat  è quella di fare appello al bambino che c’è in ognuno di noi  e si diverte ad assegnare  agli uomini un fasciono particolare stravagante e umoristico

Per quanto riguarda il design della copertina della Monat, è strettamente correlata alla trama del romanzo di Stevenson.  Il romanzo riporta l’eterna dualità dell’essere umano, buono o cattivo, e ha a che fare con i misteri della natura umana e della psiche. Ciò che colpisce di più in questa cover è ciò che simboleggia, ognuno di noi ha dei segreti, desideri, sogni e parti oscure che cerchiamo di nascondere a causa di morale, religione o regole sociali. Per l’illustrazione della cover del romanzo, la Monat, ha cercato di trovare un simbolo semplice per rappresentare il carattere del personaggio Dr. Jekyll e Mr. Hyde, il primo rispettoso di leggi e gentiluomo, rappresentato dal cappello a cilindro, tipico per quell’epoca, e il secondo senza morale e con un istinto primitivo, simboleggiato dagli occhi inquietanti che sbucano dall’oscurità del cappello.

Scegliere di progettare una copertina che riprenda la trama del romanzo non è regola, esistono molti esempi di cover che si discostano dal contenuto del libro. Si tratta per di più di una scelta stilistica e in che modo e a quale target  il designer, l’autore o l’editore vuole rivolgersi.

"Lo strano caso del Dr.jekyll e Mr.hyde" di Robert Louis Stevenson

“Lo strano caso del Dr.jekyll e Mr.hyde” di Robert Louis Stevenson

Look in back

Prima di andare avanti e  buttarci nel mondo del COVER BOOK DESIGN moderno, fermiamoci un attimo e  diamo uno sguardo al passato, ai primi libri e alle prime copertine!

I primi libri rilegati risalgono al I sec d.c, ma si tratta per di più di testimonianze letterarie che accennano all’esistenza di forme librarie ben lontane dal complesso oggetto ‘libro’ che noi tutti conosciamo. Le copertine venivano  create nelle ‘legatoria’, ovvero la bottega antica dove i libri venivano assemblati e rilegati. Lo sviluppo delle legatorie va di pari passo con lo sviluppo tecnico e dalle varie situazioni sociali ed economiche che hanno portato il libro a trasformarsi da un oggetto di lusso a un bene comune.

Una volta i canoni per la realizzazione di un libro erano ben fissati, le copertine erano monocromatiche, rosso mattone o marroncini, senza disegni o illustrazioni, i caratteri utilizzati per il titolo e per il nome dell’autore e anche la posizione erano sempre gli stessi.

Oggi il libro è considerato un oggetto da vendere su larga scala a livello nazionale se non mondiale e deve riuscire a risaltare sugli scaffali delle librerie e delle biblioteche, quindi la copertina viene studiare e progettata dal punto di vista grafico in modo di attrarre il lettore e di indurlo a comprare. Il marketing editoriale si evolve sempre più velocemente, tanto che, in alcuni casi, le copertine dei bestseller sono state presentate al pubblico con qualche mese di anticipo dall’uscita del libro, dando anche così maggior visibilità alle copertine e la possibilità di commentarle sul sito della casa editrice o nei social network.

Arte e commercio si incontrano sulla cover di un libro.